1984

Aprile 30th, 2008 | scritto da Riccardo |

Se vuoi un’immagine del futuro, immagina uno stivale che calpesta un volto umano — per sempre. ( O’Brien, 1984 )

Quando le opinioni cambiano.

E’ successo, di rado, ma è successo, che uno scritto, un’affermazione, una citazione, o molto più semplicemente un pensiero inespresso verbalmente ma intuibile negli occhi del mio interlocutore cambiasse radicalmente il mio modo di intendere la vita: la vita nel suo senso più ampio, nel suo inizio e nella sua fine, ma anche nel “tempo di mezzo” che ci è dato di vivere su questo pianeta. Circondati dai nostri simili.

1984

Il grande fratello ti guarda

Qualcosa le fa cambiare.

In questo caso un libro:1984. Attuale come mai proprio in questi giorni, grazie all’approdo alla Scala di Milano, il profetico quanto controverso capolavoro Orwelliano è stato fatto musical e opera grazie al genio di Lorin Maazel. Consiglio a tutti quelli che dovessero trovarsi nelle vicinanze di non perderselo.

Ma ci sono i punti di vista.

Ci sono le opinioni. E ci sono le analisi critiche fondate sulle stesse opinioni dell’autore. E c’è chi non manca, giustamente, di farlo notare. E io non posso fare altro che trovarmi d’accordo. Benchè il lato romantico della storia tra il protagonista Winston Smith e Julia, fuso ad una descrizione inquitante quanto drammaticamente vicina alla nostra realtà di quella che Wikipedia definisce “masse surveillance” siano preponderanti nei dettagli dell’opera, [cit.] 1984 attende ancora un risarcimento per le manipolazioni semantiche cui è stato incessantemente sottoposto nel corso degli anni. Non va dimenticato infatti che il senso primo del libro, il tema stesso di 1984, sono le colpe delle sinistre antifasciste ma non antitotalitarie, che si sono create e manifestate durante il periodo in cui Orwell visse.

E c’è anche chi lo sa ma è interessato ad altro.

Come quelli del Big Brother Award , che hanno afferrato in pieno il lato che prima descrivevo, relativo al controllo delle masse e assegnano dei premi “negativi” a chi, nella società, si è distinto per invasività e controllo sulle nostre vite.

Speranza di un futuro migliore.

Non sono cospirazionista, ci mancherebbe altro. E neppure voglio diventarlo. Ho solo voluto fare chiarezza su un argomento per me importante, e su una lezione, quella data da 1984, che tutti dovrebbero tenere bene a mente. Perche se è vero che il potere è fine solo al potere è vero anche che bisogna prendere coscienza di un mondo che toglie sempre più potere alle masse per trasferirla, inesorabilmente, nelle mani di poche associazioni.

War is peace.

Freedom is slavery.

Ignorance is strength.

( Slogan del prartito ), 1984

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