Cambia la favicon del motore di ricerca preferito dagli utenti internet. La nuova icona, che potete vedere a sinistra prima dell’indirizzo, sulla barra del vostro browser, passa dalla G grande a quella piccola, dal tono leggermente violaceo.
Era già stata cambiata presedentemente sulla pagina americana e quella inglese del sito. Al momento non ne viene data notizia nei blog ufficiali e possiamo considerarla dunque una classica sorpresa in puro stile Google.
Non bastasse Il buon vecchio Aranzulla… ora ci si mette pure marta/videomarta.
Capisco l’informazione per gli utenti meno pratici ma chi mi spiega cosa diavolo accomuna l’utilizzo del computer, il crack di un account MSN e l’allattamento? Bò, forse centra con LEENUCSS!!!
Ah, scusate, ma proprio non mi và di regalare link… per cui usate big G.
La mia comic strip preferita sul mondo ultraterreno dei reparti IT. Demenziale, ironica, spassosissima e tremendamente reale
A breve anche la traduzione in italiano per i non-anglofoni. Mi auguro anche che ci metta a disposizione un widget per poter avere sempre nella sidebar l’ultima striscia. Per ora accontentatevi del link sul mio blog.
Ovvero le studio tutte pur di far contenti gli europei e tirare sù il paese. Ma proprio tutte…
Alcuni esempi comprendono appunto le nostre centrali nucleari in territorio Albanese, basi militari NATO ( ricordo che l’albania è appena entrata a farne parte), oppure qualche carico di munizioni in regalo quà e là.
Vi rimando a questa intervista per approfondimenti e maggiore chiarezza. Il mio compito di attirare l’attenzione sul problema finisce qui.
E lo fa con il rapporto 2008 nel quale, spiega Daniela Carboni, direttrice dell’Ufficio campagne e ricerca della Sezione Italiana di Amnesty International, vengono evidenziati una serie di eventi non proprio rappresentativi di una tolleranza che qui nel bel paese sembra venire a mancare sempre più.
No mi resta che sperare che il rapporto venga letto e riletto e chei miei connazionali si convincano che l’Italia è e deve divenire un paese multietnico e multiculturale, per la crescita di noi tutti.
Ringrazio naquah per la preziosa segnalazione. Dalla versione 3.1 anche safari entra di diritto a far parte dei browser “normali” con la possibilità di aprire i link in un nuovo pannello al posto che in una nuova finestra ( comportamento di default peraltro )
La caratteristica è nascosta e bisogna attivarla tramite terminale, digitando:
a questo punto riavviare il programma per usufruire di questo innovativo cambiamento. Ah, dimenticavo, se non vi piace come funziona il tutto e volete tornare a riempire la scrivania di stupide finestre basta riscivere il comando con “false” al posto di “true”.
OSX sempre più simile a Ubuntu e Ubuntu sempre più simile a OSX… ne vedremo delle belle
Il gioiellino qui sotto è un notebook HP ZE4900. Un Pavilion. Fascia consumer. La più economica ( quattro anni fa circa 800,00 € ).
Lo utilizzo tuttora come seondo laptop per quando mi metto in giardino oppure ho bisogno di una macchina da battaglia per fare test di rete in giro. E’ predisposto con connettività wireless 802.11/g e masterizzatore DVD meno. Ha passato più tempo acceso che spento, è caduto un paio di volte in modo molto “brusco” ma non ha mai perso un colpo. Quello che si dice un affare. Anzi, il mio macbook, benchè più nuovo e veloce, risulta essere molto più delicato e soggetto a problemi di varia natura.
Purtroppo però,in un qualsiasi computer, ci sono delle componenti soggette ad usura, o che diventano obsolete con il passare del tempo. E’ il momento quindi di fare un upgrade hardware ad un costo nettamente inferiore a quello di una macchina nuova. Nello specifico, con meno di 200,00 € mi sono portato a casa un disco rigido nuovo da 120 Gb, due banchi di memoria da 512 Mb l’uno ( li montava in tutto in due banchi ), un masterizzatore DVD Dual Layer e una scheda Bluetooth interna per connettere i device esterni senza pendrive usb vari da collegare all’occorrenza. Il sistema operativo installato è Ubuntu Gnu/Linux 8.04 LTS. E tutto funziona alla perfezione, dalla sospensione alle periferiche.
Ho voluto far capire che è possibile recuperare hardware in via di decadimento con poca spesa ed evitando di inquinare per almeno un altro paio d’anni o più. Valutate bene quando e come dovete sostituire il vostro hardware
Scrivere un documento, aprirlo correttamente e interamente su tutti i sistemi operativi, con software libero e proprietario. Un’utopia che presto diverrà realtà. Non è troppo tardi e il mercato lo richiede.
Vi farà piacere sapere che le intenzioni sono serie e che proposte come questa danno ai miei clienti un motivo in più per passare al software libero senza autoescludersi dal resto del mondo.