Tecniche di valutazione
9 Luglio 2008
Tanto per capirci: in questo blog mi permetto di mantenere un linguaggio informale e diretto. A volte un pò troppo diretto, forse, a volte ricco di considerazioni del tutto personali ( ma è un blog personale e quindi ci sta ), ma quando si tratta di definire alcuni concetti basilari del mestiere di consulente informatico tento di essere il più professionale possibile.
Il caso che vi voglio sottoporre oggi è quello di una piccola azienda ( circa 20 client connessi ad internet in malomodo e tutta la mail su Google ) che mi chiama dicendo di non voler più spendere soldi inutili in licenze di software inutili.
Detto fatto mi reco nella loro sede per fare quattro chiacchere con il responsabile IT ( che, ovviamente, è il titolare dell’azienda ). Esordisce con qualcosa del tipo: ” voglio togliere windows e mettere Linux che così non pago”. Bene, dico io, iniziando a darmi un’occhiata in giro per capire la situazione attuale; eccovi una breve lista riassuntiva:
- router+switch e cablaggi a perdere, penzolanti ( si, anche gli apparecchi sono penzolanti ) e insicuri
- cavi di rete spellati e assolutamente non identificati
- giusto un pò di polvere
- due reti wifi aperte e con accesso alla rete interna ( ma inutilizzate tranne che da qualche ragazzino che passa nel cortile )
- un modem acceso collegato a un client win98 ( giuro )
- in ogni caso due licenze regolari del sistema operativo ( e nessuna della nota suite di office automation o di Autocad o altro ) per cui comunque non pagava affatto
- nessuna documentazione
A questo punto mi prendo una mezzora buona di colloquio con il gentil signore e gli spiego prima ancora di pensare ad un cambiamento per risparmiare una cifra che non ha mai speso è il caso di considerare che tutto il suo lavoro, i suoi clienti, i suoi dati si reggono su ponte pericolante, che potrebbe cedere da un momento all’altro e che non ci sono i presupposti per effettuare una migrazione e pensare -ragionevolmente- che tutto possa andare per il meglio e funzionare correttamente. Abbozzo una lista dei requisiti minimi indispensabili:
- catalogazione di utenti, macchine, device di qualsiasi tipo, indirizzi MAC e assegnazione di procedure di accesso ai dati aziendali
- un file server per i documenti + assegnazione delle policy di accesso
- sistemazione dell’hardware di rete ( a livello fisico intendo )
- cablaggio e sostituzione dei cavi ethernet
- preparazione delle macchine per supportare la distribuzione prescelta
- creazione del dominio internet aziendale + minihosting e servizio e-mail
- importazione di tutti i documenti proprietari in OpenOffice ( non è detto che tutto vada a buon fine, specie se lo zelo delle segretarie che preparano il piano ferie è esagerato )
- minimo di formazione del personale
Costo totale: sicuramente più dello zero che paga attualmente. E fateglielo capire, se ci riuscite che è proprio il caso di sostenere questo costo indipendentemente dal sistema operativo utilizzato. In questo caso infatti mancano completamente le basi per poter lavorare.
La faccia delusa del gentil signore che voleva risparmiare è consuetudine. Ma lasciate che vi dica una cosa: non è giusto ignorare gli aspetti relativi alla sicurezza a all’affidabilità dell’infratsuttura informatica che regge l’azienda. E non è giusto violare la libera decisione dei produttori di software di rilasciare il propri binari su licenza a pagamento copiando illegalmente.

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