Chan chan (ovvero come sopravvivere al nostro tempo)
6 Agosto 2008
De Alto Cedro voy para Macané
Luego a Cueto voy para Mayarí
Mezzanotte appena passata. La fine di una giornata afosissima e sofferta. Centro di Aquiela. Tranquillità surreale. Mi ci crogiolo. La brezza di un temporale in arrivo: uno di quelli che ha tutta l’aria di voler venire a prendersi il caldo e non riportarlo più.
Buena Vista ( social club ), Compay mi ricorda mio nonno. E qualcuno oggi me ne ha parlato.
E le parole di Giuliano Palma, stampate sulla copertina di una rivista musicale di qualche anno fa: ogni stop è solo un altro start.
E non posso non pensare ai cicli che si chiudono. A quelli naturali, della vita, ma anche a quelli sociali, che modificano il nostro modo di vivere e relazionarci, aumentando la consapevolezza di ciò che ci circonda.
In questi giorni notizie di una portata incredibile: acqua su Marte, possibilità di utilizzare energia dal sole anche nelle ore notturne, nuove specie animali finora sconosciute…
E sono di questi giorni notizie come la causa legale di un grosso emittente televisivo nei confronti del più grande social network mondiale. Ah la guerra dei media.
Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono, poi vinci ( Ghandi )
Sono parte di un tempo molto particolare. Un era di assestamento che modificherà le nostre abitudini, i nostri viaggi, il nostro modo di comunicare, di interagire, di studiare, di assimilare energia, di lavorare e di vivere. Voglio leggere, studiare, capire, comunicare, scoprire… e voglio far sapere a tutti che ho fiducia. Che nonostante tutto non dobbiamo perdere le speranze. Che anche se le cose ( specialmente qui da noi ) non vanno per il verso giusto, è tutto parte di una grande mutazione. Una vera e propria rivoluzione sociale, fatta di opinioni e di azioni, di battaglie a colpi di post e manifestazioni in piazza, di lettere aperte, petizioni e movimenti.
Abbiate FEDE. Per una volta almeno, che qualcuno sta già cominciando a tremare…
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