Twitter

31/01/2012, 23:51

Nel suo saggio Twitter Factor, Augusto Valeriani (@barbapreta) fornisce una chiave di lettura molto interessante di cosa cambia negli scenari politici internazionali con l’avvento delle reti sociali. Argomentazioni illuminanti come poche, semplici e in grado di fornire al lettore gli strumenti base per poter capire come si alterano le relazioni diplomatiche mondiali.

Proprio a causa dell’importanza generale acquisita dal social network, è necessario mettere l’accento sulle discutibili politiche censorie intraprese da Twitter in questo periodo. Esse non sono imposte dagli stati, o da gruppi di pressione, ma determinate dal modello economico di un’azienda che sta alla base del progetto e che, naturalmente, deve creare guadagno tentando di essere presente e accondiscentente in tutte le realtà possibili. Posto come fatto che Internet non ha confini (o almeno, non ne ha di ineludibili), risulta evidente come Twitter potrebbe non essere più un Factor prossimamente.

Se un servizio è disposto, per ragioni di natura economica, a limitare la libertà di espressione dei cittadini, quanto deve passare prima che per le stesse ragioni quel servizio inizi a fornire i dati dei propri utenti ai governi, ivi compresi interessi, amicizie, opinioni o cose ben peggiori come dati personali?

Esistono alternative che dovrebbero essere valutate attentamente, come Identi.ca e Diaspora. E qualcuno sembra già averlo fatto.

Consigli per l’ascolto

22/01/2012, 12:39

http://soundcloud.com/experimedia

Ubuntu e il nuovo mondo Gnu

14/01/2012, 22:10

La mia impressione, è che mai come oggi, nell’utilizzo professionale di software Gnu, nulla possa sostituire una Debian stable. La ricerca di alternative ad Ubuntu da parte di molto utenti dovrebbe far riflettere sui veri contenuti del malcontento e non su motivi di facciata quali la nuova, mirabolante interfaccia.

Assad?

19/08/2011, 10:21

Temo che il governo russo difenda il regime siriano solo per paura che rivolte di egual importanza si manifestino anche da loro…

Teleche??

30/06/2011, 16:46

Tempo fa, curai un problema alla linea ADSL di un amico. Per semplicità, in via del tutto occasionale e unicamente per il contatto da parte dell’assistenza tecnica, diedi il mio numero di cellulare.

Il contratto telefonico oggetto dei problemi è stato recentemente terminato e ne è stato attivato un altro, sempre con il medesimo operatore. Potete immaginare la mia sorpresa quando mi sono visto recapitare in chiaro nome utente e password tramite un SMS (che, tra l’altro, sull’iPhone fa bella mostra di sè fino a quando non viene letto).

Non oso pensare, visti i criteri di sicurezza che adottano, dove e come queste informazioni riservate possano essere finite, oltre che sul mio telefono.

Ovviamente, il diretto interessato, non ha ricevuto comunicazione alcuna.

E poi NOI dovremmo stare attenti alla sicurezza??

Good paper

21/06/2011, 14:29

Good paper from Dinei Florencio and Cormac Herley, found at Microsoft Research.

Streisand effect

17/06/2011, 17:29

http://en.wikipedia.org/wiki/Streisand_effect

Gnu/Linux sul desktop?

09/06/2011, 22:43

Sono in buona compagnia. A quanto sembra. Non essere l’unico (va precisato, utente Gnu/Linux) che ha dei problemi dati non da incompetenza, ma dalla scarsa qualità delle distribuzioni attuali, è piuttosto confortante.

Riprenderò i punti salienti che il buon Dheera ci propone, accorpandoli ad alcune mie riflessioni:

  1. Gnu/Linux non è la soluzione di tutti i mali. Nessun sistema lo è. Esiste solo quello che, per varie ragioni, si presta di più ad aumentare la produttività e ad essere facile da mantenere. Per moltissimi ambianti server è Gnu/Linux, per alcuni ambienti desktop è Gnu/Linux.
  2. Hardware manufacturers don’t provide good Linux drivers. I produttori di periferiche non forniscono supporto e driver per il kernel Linux. Punto. Non importa se alcuni lo fanno. La maggior parte non ci pensa neppure. Per ragioni di protezionismo tecnologico, oppure per mancanza di fondi o di interesse. Sta di fatto che se siete utenti Gnu/Linux, prima di acquistare una periferica, dovete scegliere con attenzione.
  3. Hardware installation is a mess for unsupported hardware. Inevitabilmente, dobbiamo ricorrere al terminale. Troppo spesso. Per noi non fa differenza. Ma per l’utente comune si. E a volte, al limite della pazienza.
  4. The kernel source keeps changing too much. Il fatto che il kernel Linux cambi, di per se è buono. Ma ogni modifica o driver o modulo installato, che dipende dal kernel, va a farsi friggere. Manca, molto evidentemente, un sistema di gestione efficiente dei moduli di terze parti. Forse un layer di connessione. O forse Linux stesso andrebbe modificato in qualche parte essenziale per dargli più modularità e possibilità di cambiare solo alcune parti.
  5. The interface changes too much. E troppo spesso è di qualità e usabilità piuttosto discutibile; migliaia di post sui forum di discussione dovrebbero far riflettere in questo senso.
  6. The package system is always out of date. L’argomento più valido. Che continuo a ripetere da tempo. Il modo in cui si installano i programmi è obsoleto, vecchio e vale la pena mantenerlo solo per il software di sistema essenziale.Non è ammissibile che un utente possa installare o disinstallare il kernel con pochi click, come non è ammissibile che debba inserire la propria password ed aprire uno strumento che dà accesso a tutti i binari di sistema per aggiornare un browser internet. Sempre che lo sappia fare, chiaro. OS X insegna (e lo dice un certo Mark, di una certa Canonical).
  7. Office suites are not caught up with Microsoft’s. Intendiamoci: Openoffice è una bella comunità, sono tanti bravi ragazzi e producono molto. Senza il loro operato inoltre, industrie, governi e comunità dovrebbero sborsare enormi capitali per programmi di cui utilizzano solo una minima parte. Però va detto anche che Openoffice ha problemi. Seri problemi: la versione 3.x.x è lenta, pesante, ancora scritta in un linguaggio poco efficiente per quel tipo di applicativo, con problemi di integrazione e iterazione tra le versioni (basti pensare al file locking o alla gestione dei file su dispositivi di rete). Meglio si può fare. IBM con il suo Lotus Symphony lo ha fatto. Perchè Oracle no?
  8. Non-free software isn’t generally available on Linux. Per quanto detto sopra, per la cattiva gestione e pochi strumenti che le distribuzioni Gnu/Linux canoniche offrono agli sviluppatori nella pacchettizzazione, nelle API e l’astrazione su livelli, è poco probabile che aziende medio/piccole o di software particolarmente complesso decidano di effettuare portabilità sulle varie distribuzioni.
  9. Upgrade system is a mess and creates all kinds of obscure issues. Gli aggiornamenti, sopratutto di versioni, danno problemi. Non per nulla, moltissimi utenti consigliano un installazione da zero.
  10. Simple tasks require installing strange things. Perfino i browser (es, Chrome) ha tutto integrato. E funziona. Perchè un sistema operativo interno no?

La consapevolezza e la visione critica e obiettiva sono gli strumenti principali di ogni buon tecnico IT.  Con l’augurio che il futuro e gli utenti possano portare idee e programmi per cambiare le cose.

Amelia Fraser-McKelvie (e il suo favoloso destino)

01/06/2011, 10:36

Ricordate questo nome:  Amelia Fraser-McKelvie, la prossima volta che  vi interrogate sulle origini e sulla struttura del cosmo. Questa ragazzina, laureanda Australiana, ha confermato la presenza dei filamenti che “dovrebbero” contenere la massa mancante di tutto il nostro universo. Ha risolto, in breve, un rompicapo che da dieci anni affliggeva i cosmologi di tutto il globo. E lo ha fatto con dati vecchi di qualche anno, scovando in mezzo alle carte disponibili pubblicamente.

Le prossime generazioni di ricercatori, se adeguatamente finanziati, ci porteranno a scoperte sensazionali.

stay tuned

More info at: http://en.wikipedia.org/wiki/Amelia_Fraser-McKelvie


Incredibile!!! (oppure no?)

31/05/2011, 10:23

L’Italia, da oggi, è un poco più rossa.

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