Nel suo saggio Twitter Factor, Augusto Valeriani (@barbapreta) fornisce una chiave di lettura molto interessante di cosa cambia negli scenari politici internazionali con l’avvento delle reti sociali. Argomentazioni illuminanti come poche, semplici e in grado di fornire al lettore gli strumenti base per poter capire come si alterano le relazioni diplomatiche mondiali.
Proprio a causa dell’importanza generale acquisita dal social network, è necessario mettere l’accento sulle discutibili politiche censorie intraprese da Twitter in questo periodo. Esse non sono imposte dagli stati, o da gruppi di pressione, ma determinate dal modello economico di un’azienda che sta alla base del progetto e che, naturalmente, deve creare guadagno tentando di essere presente e accondiscentente in tutte le realtà possibili. Posto come fatto che Internet non ha confini (o almeno, non ne ha di ineludibili), risulta evidente come Twitter potrebbe non essere più un Factor prossimamente.
Se un servizio è disposto, per ragioni di natura economica, a limitare la libertà di espressione dei cittadini, quanto deve passare prima che per le stesse ragioni quel servizio inizi a fornire i dati dei propri utenti ai governi, ivi compresi interessi, amicizie, opinioni o cose ben peggiori come dati personali?
Esistono alternative che dovrebbero essere valutate attentamente, come Identi.ca e Diaspora. E qualcuno sembra già averlo fatto.
http://soundcloud.com/experimedia
La mia impressione, è che mai come oggi, nell’utilizzo professionale di software Gnu, nulla possa sostituire una Debian stable. La ricerca di alternative ad Ubuntu da parte di molto utenti dovrebbe far riflettere sui veri contenuti del malcontento e non su motivi di facciata quali la nuova, mirabolante interfaccia.
Temo che il governo russo difenda il regime siriano solo per paura che rivolte di egual importanza si manifestino anche da loro…
Tempo fa, curai un problema alla linea ADSL di un amico. Per semplicità, in via del tutto occasionale e unicamente per il contatto da parte dell’assistenza tecnica, diedi il mio numero di cellulare.
Il contratto telefonico oggetto dei problemi è stato recentemente terminato e ne è stato attivato un altro, sempre con il medesimo operatore. Potete immaginare la mia sorpresa quando mi sono visto recapitare in chiaro nome utente e password tramite un SMS (che, tra l’altro, sull’iPhone fa bella mostra di sè fino a quando non viene letto).
Non oso pensare, visti i criteri di sicurezza che adottano, dove e come queste informazioni riservate possano essere finite, oltre che sul mio telefono.
Ovviamente, il diretto interessato, non ha ricevuto comunicazione alcuna.
E poi NOI dovremmo stare attenti alla sicurezza??
Good paper from Dinei Florencio and Cormac Herley, found at Microsoft Research.

http://en.wikipedia.org/wiki/Streisand_effect
Sono in buona compagnia. A quanto sembra. Non essere l’unico (va precisato, utente Gnu/Linux) che ha dei problemi dati non da incompetenza, ma dalla scarsa qualità delle distribuzioni attuali, è piuttosto confortante.
Riprenderò i punti salienti che il buon Dheera ci propone, accorpandoli ad alcune mie riflessioni:
La consapevolezza e la visione critica e obiettiva sono gli strumenti principali di ogni buon tecnico IT. Con l’augurio che il futuro e gli utenti possano portare idee e programmi per cambiare le cose.
Ricordate questo nome: Amelia Fraser-McKelvie, la prossima volta che vi interrogate sulle origini e sulla struttura del cosmo. Questa ragazzina, laureanda Australiana, ha confermato la presenza dei filamenti che “dovrebbero” contenere la massa mancante di tutto il nostro universo. Ha risolto, in breve, un rompicapo che da dieci anni affliggeva i cosmologi di tutto il globo. E lo ha fatto con dati vecchi di qualche anno, scovando in mezzo alle carte disponibili pubblicamente.
Le prossime generazioni di ricercatori, se adeguatamente finanziati, ci porteranno a scoperte sensazionali.
stay tunedMore info at: http://en.wikipedia.org/wiki/Amelia_Fraser-McKelvie
L’Italia, da oggi, è un poco più rossa.
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