Ennesima censura di Twitter.
Originali:
https://twitter.com/#!/AnonymousAntif1
https://twitter.com/#!/AnonymousAntif1/status/178480874730438658/photo/1
Si. Questa è Twitter.
L’immagine qui riportata è un elenco di quali contenuti i contractors del sito in blu possono rimuovere.
Un tempo il ruolo delle persone all’interno di un’azienda si misurava dalla grandezza o dalla posizione dell’ufficio. Oggi da quanti siti Web sono accessibili dal soggetto.
Via PI
La Binetti dà prova di serietà, competenza politica e spirito di confronto. Ha ragione quando dice che il valore del messaggio viene perso a causa delle modalità di pubblicazione. Anonymous ha buoni ideali, ma pessimi strumenti.
Anche via PI
Ma è lo stesso Borghezio che cercava gli alieni quello che si sta interrogando sulle nuove modalità di gestione dei dati personali da parte di Google?
Via PI
Un milione di login rubati da un sito porno non mi spaventano. Mi spaventano i miliardi rubati senza clamore, nel più assoluto silenzio.
Questa sera, quando andate a casa, fate i bravi: cambiate le vostre password ;)

Ai geek più smaliziati potrebbe addirittura venire in mente di installare una versione di Windows su iPhone. Magari server che non si sa mai.
Sarà che sono vecchio. O mal abituato. Ma trovare una qualsiasi utilità nel portarmi dietro una docking station + monitor + tastiera + mouse oltre al mio telefonino, mi pare scomodo. Mi pare scomodo anche pretendere di lasciare tutto a casa e lavorare solo con il cellurare. Le nuove interfacce pensate per dispositivi di piccola taglia assolvono già egregiamente tutti i compiti per cui sono state progettate. Cercare di snaturarle è semplicemente insensato.
Mettiamola così, quello di Canonical è un giocattolo curioso, ma di dubbia utilità.
Gad Lerner fa il punto della situazione in una televisione pubblica e privata che offre sempre meno contenuti di qualità e informazione e sempre più spazzatura. Il gioco non funziona più. E il canone, balzello ritirato con premura dai PC per paura di una precoce e definitiva abolizione da sommossa popolare, ne è la riprova.
Non è certo una novità l’implementazione delle sandbox per le applicazioni, ma a Cupertino danno gli strumenti agli sviluppatori per poterlo fare efficacemente e semplicemente. Un buon passo in avanti per la sicurezza.
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