Twitter (4)

14/03/2012, 15:50

Ennesima censura di Twitter.

Originali:

https://twitter.com/#!/AnonymousAntif1

https://twitter.com/#!/AnonymousAntif1/status/178480874730438658/photo/1

FaceBook: le cose da non dire

25/02/2012, 10:05

L’immagine qui riportata è un elenco di quali contenuti i contractors del sito in blu possono rimuovere.

Questioni di potere

25/02/2012, 10:01

Un tempo il ruolo delle persone all’interno di un’azienda si misurava dalla grandezza o dalla posizione dell’ufficio. Oggi da quanti siti Web sono accessibili dal soggetto.

Via PI

Paola Binetti e Anonymous

23/02/2012, 17:55

La Binetti dà prova di serietà, competenza politica e spirito di confronto. Ha ragione quando dice che il valore del messaggio viene perso a causa delle modalità di pubblicazione. Anonymous ha buoni ideali, ma pessimi strumenti.

Anche via PI

Twitter (2)

22/02/2012, 10:31

La censura serve per mantenere una posizione di rilievo in alcuni paesi. Anche EFF sostiene questa argomentazione. Ma trovare dei confini ad una rete che per sua natura non ne può avere è scorretto e dannoso per l’ecosistema di comunicazione globale. L’unico obiettivo che Twitter persegue è il denaro. E affidare a questa società comunicazioni tra i protagonisti dei movimenti sociali più importanti si rivela rischioso e non efficace.

Twitter

31/01/2012, 23:51

Nel suo saggio Twitter Factor, Augusto Valeriani (@barbapreta) fornisce una chiave di lettura molto interessante di cosa cambia negli scenari politici internazionali con l’avvento delle reti sociali. Argomentazioni illuminanti come poche, semplici e in grado di fornire al lettore gli strumenti base per poter capire come si alterano le relazioni diplomatiche mondiali.

Proprio a causa dell’importanza generale acquisita dal social network, è necessario mettere l’accento sulle discutibili politiche censorie intraprese da Twitter in questo periodo. Esse non sono imposte dagli stati, o da gruppi di pressione, ma determinate dal modello economico di un’azienda che sta alla base del progetto e che, naturalmente, deve creare guadagno tentando di essere presente e accondiscentente in tutte le realtà possibili. Posto come fatto che Internet non ha confini (o almeno, non ne ha di ineludibili), risulta evidente come Twitter potrebbe non essere più un Factor prossimamente.

Se un servizio è disposto, per ragioni di natura economica, a limitare la libertà di espressione dei cittadini, quanto deve passare prima che per le stesse ragioni quel servizio inizi a fornire i dati dei propri utenti ai governi, ivi compresi interessi, amicizie, opinioni o cose ben peggiori come dati personali?

Esistono alternative che dovrebbero essere valutate attentamente, come Identi.ca e Diaspora. E qualcuno sembra già averlo fatto.

  
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