Ubuntu su Android

22/02/2012, 11:14

Ai geek più smaliziati potrebbe addirittura venire in mente di installare una versione di Windows su iPhone. Magari server che non si sa mai.

Sarà che sono vecchio. O mal abituato. Ma trovare una qualsiasi utilità nel portarmi dietro una docking station + monitor + tastiera + mouse oltre al mio telefonino, mi pare scomodo. Mi pare scomodo anche pretendere di lasciare tutto a casa e lavorare solo con il cellurare. Le nuove interfacce pensate per dispositivi di piccola taglia assolvono già egregiamente tutti i compiti per cui sono state progettate. Cercare di snaturarle è semplicemente insensato.

Mettiamola così, quello di Canonical è un giocattolo curioso, ma di dubbia utilità.

Gnu/Linux sul desktop?

09/06/2011, 22:43

Sono in buona compagnia. A quanto sembra. Non essere l’unico (va precisato, utente Gnu/Linux) che ha dei problemi dati non da incompetenza, ma dalla scarsa qualità delle distribuzioni attuali, è piuttosto confortante.

Riprenderò i punti salienti che il buon Dheera ci propone, accorpandoli ad alcune mie riflessioni:

  1. Gnu/Linux non è la soluzione di tutti i mali. Nessun sistema lo è. Esiste solo quello che, per varie ragioni, si presta di più ad aumentare la produttività e ad essere facile da mantenere. Per moltissimi ambianti server è Gnu/Linux, per alcuni ambienti desktop è Gnu/Linux.
  2. Hardware manufacturers don’t provide good Linux drivers. I produttori di periferiche non forniscono supporto e driver per il kernel Linux. Punto. Non importa se alcuni lo fanno. La maggior parte non ci pensa neppure. Per ragioni di protezionismo tecnologico, oppure per mancanza di fondi o di interesse. Sta di fatto che se siete utenti Gnu/Linux, prima di acquistare una periferica, dovete scegliere con attenzione.
  3. Hardware installation is a mess for unsupported hardware. Inevitabilmente, dobbiamo ricorrere al terminale. Troppo spesso. Per noi non fa differenza. Ma per l’utente comune si. E a volte, al limite della pazienza.
  4. The kernel source keeps changing too much. Il fatto che il kernel Linux cambi, di per se è buono. Ma ogni modifica o driver o modulo installato, che dipende dal kernel, va a farsi friggere. Manca, molto evidentemente, un sistema di gestione efficiente dei moduli di terze parti. Forse un layer di connessione. O forse Linux stesso andrebbe modificato in qualche parte essenziale per dargli più modularità e possibilità di cambiare solo alcune parti.
  5. The interface changes too much. E troppo spesso è di qualità e usabilità piuttosto discutibile; migliaia di post sui forum di discussione dovrebbero far riflettere in questo senso.
  6. The package system is always out of date. L’argomento più valido. Che continuo a ripetere da tempo. Il modo in cui si installano i programmi è obsoleto, vecchio e vale la pena mantenerlo solo per il software di sistema essenziale.Non è ammissibile che un utente possa installare o disinstallare il kernel con pochi click, come non è ammissibile che debba inserire la propria password ed aprire uno strumento che dà accesso a tutti i binari di sistema per aggiornare un browser internet. Sempre che lo sappia fare, chiaro. OS X insegna (e lo dice un certo Mark, di una certa Canonical).
  7. Office suites are not caught up with Microsoft’s. Intendiamoci: Openoffice è una bella comunità, sono tanti bravi ragazzi e producono molto. Senza il loro operato inoltre, industrie, governi e comunità dovrebbero sborsare enormi capitali per programmi di cui utilizzano solo una minima parte. Però va detto anche che Openoffice ha problemi. Seri problemi: la versione 3.x.x è lenta, pesante, ancora scritta in un linguaggio poco efficiente per quel tipo di applicativo, con problemi di integrazione e iterazione tra le versioni (basti pensare al file locking o alla gestione dei file su dispositivi di rete). Meglio si può fare. IBM con il suo Lotus Symphony lo ha fatto. Perchè Oracle no?
  8. Non-free software isn’t generally available on Linux. Per quanto detto sopra, per la cattiva gestione e pochi strumenti che le distribuzioni Gnu/Linux canoniche offrono agli sviluppatori nella pacchettizzazione, nelle API e l’astrazione su livelli, è poco probabile che aziende medio/piccole o di software particolarmente complesso decidano di effettuare portabilità sulle varie distribuzioni.
  9. Upgrade system is a mess and creates all kinds of obscure issues. Gli aggiornamenti, sopratutto di versioni, danno problemi. Non per nulla, moltissimi utenti consigliano un installazione da zero.
  10. Simple tasks require installing strange things. Perfino i browser (es, Chrome) ha tutto integrato. E funziona. Perchè un sistema operativo interno no?

La consapevolezza e la visione critica e obiettiva sono gli strumenti principali di ogni buon tecnico IT.  Con l’augurio che il futuro e gli utenti possano portare idee e programmi per cambiare le cose.

Java e Flash

29/10/2010, 07:46

Perfettamente d’accordo sulla scelta di eliminare Java e Flash dalle macchine Apple.

Spero inoltre in un notebook ufficiale Ubuntu per il prossimo anno. Sarebbe il primo passo verso una reale espansione.

Eliminare Ubuntu dal mac

21/07/2008, 10:46

Quad boot Macbook
Creative Commons License photo credit: foskarulla

Se doveste trovarvi nella complessa situazione di dover eliminare Ubuntu Gnu/Linux dal vostro beneamato Mac ( di qualunque razza ) potreste incontrare serie difficoltà nella perfetta riuscita dell’impresa, le più problematiche sono:

Si comincia

Innanzitutto avviate OSX e rimuovete la directory EFI che si trova in Library/StartupItems. Questo vi richiederà una password valida per eseguire il processo amministrativo, accertatevi quindi di possedere in privilegi sufficenti.

A questo punto scaricate la distribuzuione live Gnu/Linux Gparted da qui e masterizzatela su un cd. Riavviate il computer da CD-Rom ( tasto alt all’avvio ). La distribuzione partirà secondo le modalità di boot che sceglierete e vi si presenterà il tool di partizionamento Gparted, con il quale andrete a rimuovere le partizioni interessate e lascerete spazio libero. Attenzione a non rimuovere le partizioni HSF+ utilizzate da OSX ( quella di sistema e quella di boot efi ). Salvate le modifiche e riavviate il SO nativo.

Aprite utility disco e alla voce partiziona aumentate lo spazio disponibile fino alla dimensione massima. A questo punto basta attendere qualche minuto ed è fatta.

Tecniche di valutazione

09/07/2008, 00:45

cisco_2
Creative Commons License photo credit: roney

Tanto per capirci: in questo blog mi permetto di mantenere un linguaggio informale e diretto. A volte un pò troppo diretto, forse, a volte ricco di considerazioni del tutto personali ( ma è un blog personale e quindi ci sta ), ma quando si tratta di definire alcuni concetti basilari del mestiere di consulente informatico tento di essere il più professionale possibile.

Il caso che vi voglio sottoporre oggi è quello di una piccola azienda ( circa 20 client connessi ad internet in malomodo e tutta la mail su Google ) che mi chiama dicendo di non voler più spendere soldi inutili in licenze di software inutili.

Detto fatto mi reco nella loro sede per fare quattro chiacchere con il responsabile IT ( che, ovviamente, è il titolare dell’azienda ). Esordisce con qualcosa del tipo: ” voglio togliere windows e mettere Linux che così non pago”. Bene, dico io, iniziando a darmi un’occhiata in giro per capire la situazione attuale; eccovi una breve lista riassuntiva:

A questo punto mi prendo una mezzora buona di colloquio con il gentil signore e gli spiego prima ancora di pensare ad un cambiamento per risparmiare una cifra che non ha mai speso è il caso di considerare che tutto il suo lavoro, i suoi clienti, i suoi dati si reggono su ponte pericolante, che potrebbe cedere da un momento all’altro e che non ci sono i presupposti per effettuare una migrazione e pensare -ragionevolmente- che tutto possa andare per il meglio e funzionare correttamente. Abbozzo una lista dei requisiti minimi indispensabili:

Costo totale: sicuramente più dello zero che paga attualmente. E fateglielo capire, se ci riuscite che è proprio il caso di sostenere questo costo indipendentemente dal sistema operativo utilizzato. In questo caso infatti mancano completamente le basi per poter lavorare.

La faccia delusa del gentil signore che voleva risparmiare è consuetudine. Ma lasciate che vi dica una cosa: non è giusto ignorare gli aspetti relativi alla sicurezza a all’affidabilità dell’infratsuttura informatica che regge l’azienda. E non è giusto violare la libera decisione dei produttori di software di rilasciare il propri binari su licenza a pagamento copiando illegalmente.

  
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