Non è certo una novità l’implementazione delle sandbox per le applicazioni, ma a Cupertino danno gli strumenti agli sviluppatori per poterlo fare efficacemente e semplicemente. Un buon passo in avanti per la sicurezza.
Nulla da aggiungere all’ottima analisi di Luigi Rosa ;)
Fraise è un editor di testo libero e open source per Mac OSX Leopard e versioni successive. Il progetto nasce dalle ceneri di Smultron, ormai abbandonato dal suo creatore, Peter Borg.
Fraise è semplice da utilizzare, localizzato anche nella nostra lingua e ha tutte le features di Smultron, con alcune aggiunte importanti, quali l’aggiornamento automatico e molti bug fix relativi alla sintassi e all’apertura di più file contemporaneamente.
Vi rimando alla pagina di download di Fraise per ulteriori info e il download, ricordandovi che il programma è rilasciato secondo i termini della licenza Apache 2.0
Se doveste avventurarvi in quello che è l’installazione di Drupal su un mac, utilizzando il bundle MAMP, vi consiglio di tenere a mente 2 cosette, altrimenti l’installazione si bloccherà al setting del database ( nella migliore delle ipotesi ):
$db_url.Se doveste avere qualsiasi altro problema, contattatemi pure che vediamo di risolverlo.
Ciao,da oggi tra le icone del mio browser c’è anche il mio lettore RSS mobile. Una web-application per iPhone vera e propria.
Chi svolge la professione di Gnu/Linux Switcher nelle aziende, da oggi ha uno strumento in più per aiutare i propri clienti nella personalizzazione di tutti quei servizi e quelle operazioni più o meno complesse che vengono implementate tramite script bash: BUC.

Logo di BUC ( dal blog linux.billera.eu )
I creatori
L’idea nasce da Matteo Avalle e Valerio Billera, in collaborazione con il SiciLinux, per dare vita ad un software in grado di trasformare script bash più o meno complessi in vere e proprie applicazioni dotate di interfaccia grafica.

BUC in sostanza è un interprete che legge un particolare tipo di fle XML ( con estensione .mc ). Tale file contiene appunto gli script che vogliamo dotare di interfaccia.
Alcune considerazioni da fare, utilità e limiti di BUC
Uno script, di per sè, non ha certo bisogno di un interfaccia grafica per funzionare. Soprattutto se l’utilizzatore è la medesima persona che lo ha creato. Accade però, in ambito aziendale, che sia impossibile formare un utente sull’utilizzo di uno script piuttosto complesso, con svariate opzioni da impartire a terminale, che si occupa di modificare un parametro vitale per il lavoro, oppure di trasferire dei file in rete. L’unica opzione è prevedere tutto il prevedibile e far lanciare lo script all’occorrenza. Senza possibilità di controllo e senza possibilità di risoluzione degli errori modificando le variabili, qualora se ne presentasse l’esigenza. In questo ambito BUC è fondamentale. Altro caso utile è quello dei tutorial, degli how-to o della serie di comandi predefinita per compiere una specifica operazione: pubblicare un software completo, da eseguire, è sicuramente più professionale in ambendue i casi.
Esempi concreti di sviluppo
Attualmente lavoro ad altro, ma per far capire la semplicità d’utilizzo di BUC vi rimando alla guida esempio di Valerio, esaustiva e chiara. Non dimenticate di leggere il manuale d’uso che contiene preziose informazioni per lo sviluppatore.
Roadmap, traduzioni e altre informazioni utili
Ho contattato personalmente gli sviluppatori, per saperne di più, ecco cosa ne è saltato fuori:
Se BUC vi piace e siete disposti a farlo crescere, vi consiglio di farvi sentire tramite la pagina contatti. Anche se non è possibile, al momento, stipendiare nessuno, tutto l’aiuto che darete sarà un contributo alla comunità del software libero, che gioverà sicuramente al vostro lavoro e alla vostra crescita professionale.
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