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Software Libero e software Open Source

Domanda: senza l’open source, il free software sarebbe tanto in voga?

Intendiamoci, senza nulla togliere al movimento del software libero, che tanto mi è caro, ma se VA Linux e tutta la compagnia di Bruce Perens non fosse stata quotata in borsa e se non ci fossero stati i riscontri economici tali da inserire questa filosofia in un ottica prettamente commerciale, fin dove sarebbero arrivate le motivazioni etiche?

Le cosiddette “spinte morali”, verso un’idea di condivisione del codice e della conoscenza in generale, sarebbero bastate a creare la vastissima comunità di persone che ogni giorno gravita attorno a quello che oggi chiamiamo Gnu/Linux?

Oppure il software Gnu sarebbe solo una “collezione di utility” a corredo di ben più importanti progetti proprietari? E magari Linux sarebbe solo un kernel. Come BSD, come Darwin o tanti altri. Magari sviluppato nei dispositivi embedded, magari no. Magari abbandonato perchè tecnicamente vecchio, chissà.

Proponendo motivazioni etiche come principio fondamentale nella scelta del software, anche ai miei clienti, debbo sempre di più rendermi conto che senza interessi commerciali ben poco di ciò che utilizzo quotidianamente esisterebbe.

E grazie a queste considerazioni cambiano  i miei parametri di giudizio. Una situazione chiara, in cui la fortuna del software libero è stata la fusione e l’integrazione con quello chiuso. Una situazione in cui tutta la mia supponenza, legata al concetto di condivisione e di proprietà, si sgretola, a favore di una realtà in cui l’unico parametro di valutazione è il corretto funzionamento di computer, apparati ed infrastrutture.

Nei prossimi post cercherò di fare un’analisi di come e dove “free” significa bene. E dove invece fatica a decollare.

have fun

Gestionale per studi tecnici – l’embrione-

Se lavorate in uno studio tecnico come quelli di geometri o di architetti, avrete notato l’assenza più totale di programmi dedicati alla gestione dei contatti e delle commesse. L’intera procedura di lavoro, in questo settore, è affidata al libero arbitrio: non vi sono standard, best-pratices, metodi e procedure tipiche di chi deve arrivare al prodotto finito spendendo meno tempo possibile nella gestione dei dati.

Il panorama dei programmi che possono venire incontro alle esigenze di queste persone è quasi nullo: un software proprietario, per Windows, e alcuni framework web-based da finire (dietro pagamento di giusta somma, ovviamente).

Ora: dilapidare fondi in programmi che poco fanno rispetto a ciò che promettono è piuttosto sconveniente. D’altro canto adottare un progetto “open source” e scoprire che di open c’è solo il file di connessione al database, bè… lascio ai lettori le considerazioni.

Facendo assistenza presso studi tecnici interessati all’utilizzo di un programma così, mi sono fatto qualche idea su come dovrebbe essere e per puro divertimento, ho iniziato a scriverlo.

Il nome in codice del progetto è Natla (si esatto, davvero quella Natla) e risponderà alle seguenti caratteristiche:

  • Licenza GPL 2 su tutto il codice. Gratis
  • Completamente documentato
  • Web Based o, se preferite, OS independent
  • Scritto in PHP5
  • Database MySql
  • Pluggabile ed estendibile

per quanto riguarda il progetto in sè. Le caratteristiche principali invece saranno:

  • Gestione utenti e collaboratori
  • Gestione clienti / aziende e possibilità di incroci
  • Gestione commesse e collegamenti ai clienti
  • Sincronizzazione calendari remoti
  • Invio email a uno o a molti

La roadmap prevede un prodotto stabile entro fine anno, ma solo se il fato mi concederà i programmatori e i designer in tempo. Al momento attuale sono solo purtroppo, e pensare di mettere in produzione il lavoro di una sola persona non è saggio.

Il buisiness model del prodotto sarà incentrato sulla fornitura di assistenza e sul prodotto preinstallato su piccoli server economici, oltre che allo sviluppo di estensioni a richiesta.

A presto con ulteriori novità su Natla

OneApple

Tempo fa accettai un lavoro per il noto blog italiano OneApple. L’esperienza, sicuramente positiva, si concluse dopo pochi giorni a causa di un nuovo incarico più remunerativo.
A ricordo di quei giorni pubblico i links ai post pubblicati:

  1. Riconoscimento biometrico su iPhone
  2. Office scontato
  3. Leopard meno sicuro di Windows
  4. Un MacBook ad ogni studente nel Maine
  5. I professionisti dell’IT e i Mac
  6. Nuova versione di Final Cut Studio
  7. iPod Touch esploso
  8. iFixit spoglia il nuovo Shuffle
  9. Primi accessori per il nuovo iPod Shuffle