Archive for the ‘Linux’ Category
Giovedì, Luglio 3rd, 2008

photo credit: TW Collins
Scrivo ad ora tarda per spiegare ad alcuni articolisti, che scrivono su note testate nazionali come Corriere della Sera, Repubblica, Messaggero e affini ( piuttosto che canali televisivi vari ) che “linux” non è gratis. E che non si chiama neppure “linux” ma GNU/Linux ( è importante dare il giusto credito alla free software foundation ).
Se non ne avete mai sentito parlare esiste quella cosa strampalata che si chiama TCO ( Total Cost of Ownership ), ovvero il costo totale di proprietà di un infrastruttura informatica. Esso, benchè sia solo una analisi statica dei costi di esercizio di una apparecchiatura ( wikipedia ) e non dei ritorni in termini di investimento, tiene conto ( tra le varie cose ) di:
- Costo per la formazione del personale
- Costo per l’adattamento delle strutture informatiche ai nuovi sistemi operativi
- Costo per lo sviluppo di nuovo software
- Costi per la manutenzione e l’aggiornamento del software
- Costi dei ricambi hardware ( ma questo a noi interessa meno ora )
Le considerazioni beppegrilliane da smanettone Ubuntu dovrebbero, in questi casi, essere ponderate con intelletto prima della pubblicazione ( capisco che gratis e grosso risparmio pubblico faccia rima con audience ma insomma… ). Il fatto che una distribuzione Gnu/Linux non richieda all’utente di sostenere un costo per acquisire una licenza d’uso non vuol assolutamente dire che far migrare tutti i sistemi operativi della PA risani il deficit pubblico. Anzi, sono frequenti i casi in cui nel breve e medio termine la spesa addirittura risulta essere maggiore.
Dobbiamo impegnarci tutti per sostenere il free software ( che non è uguale a freeware ) e creare un economia sostenibile per chi vuole adottarlo e vuole basarci il proprio business, riconoscendo che solo una buona pianificazione di sistemi informativi può portare ad un grosso risparmio per chi finanzia, ma va fatta con criterio e non con lo spauracchio del costo della licenza.
Personalmente, da buon utente Gnu/Linux posso garantire che le motivazioni che mi spingono ad utilizzarlo sono solo di natura tecnica ed etica e solo esse dovrebbero continuare a muovere la diffusione e l’adozione del miglior sistema operativo esistente.
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Martedì, Luglio 1st, 2008

Le cose semplici sono sempre quelle che funzionano meglio. La possibilità di trasformare praticamente qualsiasi script bash e dotarlo di interfaccia grafica è solo una delle funzionalità di BUC. Questa volta i ragazzi del SiciLinux si sono dati da fare per costruire uno script ad-hoc e relativa interfaccia grafica, per utilizzare un noto software per gestire la sicurezza delle reti wireless.
Questo significa che ogni programma compilato, privo di interfaccia grafica, può esserne dotato senza scrivere una riga di codice… signori, siamo in piena fantascienza credo. Se non è innovazione questa non vedo cos’altro lo possa essere.
Io ho già cominciato ad integrarlo presso le sedi dei miei clienti. Inoltre appena abrò un secondo libero compilerò i sorgenti per OS X, dato che utilizzo un programma di crittografia che, al momento, non dispone di un interfaccia grafica.
Raccomando come al solito di aggiungere il SiciLinux al proprio feed-reader 
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Giovedì, Giugno 26th, 2008
È con immenso piacere che dò spazio ad un evento tutto nuovo: Hackcamp.

Dal 14 al 19 Luglio 2008 a Lignano Pineta, conferenze e install party con ospiti del calibro di Richard Stallman ( il primo giorno ), che parlerà di Free Software, ma anche Christian Blasco e Sebastiano Mestre.
Un complimento sincero va fatto allo staff organizzativo, composto per due terzi dai Fondatori del mio Lug di appartenenza: Aquileia GLP - GNU/Linux Project, che ancora una volta dimostrano un impegno e una capacità di organizzazione davvero notevole.
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Lunedì, Giugno 16th, 2008

photo credit: Extra Ketchup
È passato poco tempo da quando ho presentato BUC: un neonato software in grado di aggiungere un interfaccia grafica ai vostri script, semplicifando così la vita di tutte quelle persone ( voi compresi ) che dovete utilizzare e/o passare dei parametri durante l’esecuzione di un programma bash
Sono stato colpito dal software in questione che ho deciso di dedicargli qualche articolo, un pò di spazio e contattare gli sviluppatori per conoscerli meglio e capire da chi è nato BUC. Vi propongo qui una piccola intervista di qualche giorno fa:
Io: chi siete? Presentatevi: il vostro background personale/lavorativo, in ambito informatico, di studi e dove vivete.
Matteo: mi chiamo Matteo Avalle, sono uno studente di Ing. Informatica presso il Politecnico di Torino ed abito ad Ivrea (una città del Piemonte, quella della battaglia delle arance =P).
A parte gli studi “ufficiali”, diciamo che mi sono sempre interessato alla programmazione, su qualunque piattaforma e con qualunque linguaggio
è da queste “ricerche” che ho scoperto le QT, sulle quali si basa BUC.
Valerio: mi chiamo Valerio Billera (smat), sono uno studente di Ing. Elettronica all’università di Palermo.
Sin da piccolo uno dei miei più grandi interessi è stata l’informatica; all’inizio facevo solo qualche sito internet e qualche programmino per passare il tempo, adesso ormai “grande”, oltre a dare una mano di tanto in tanto a mio padre nella realizzazione di qualche sito internet o per sistemare qualche computer, mi dedico, oltre che allo studio, alla divulgazione dell’Open Source, tramite guide, notizie e BUC
Io: cosa è il SiciLinux? Come e dove opera?
Valerio: il SiciLinuX è nato durante un viaggio di ritorno dall’università (Palermo) a casa (Capo d’Orlando); discutendo con un amico (quixo, anche lui fa parte del SiciLinuX Group) scherzosamente mi è venuto in mente questo nome e quindi, un po’ per gioco un po’ perchè sentivo la necessità di dover trasmettere agli altri ciò che io ho imparato negli anni, abbiamo creato il sito il logo e abbiamo iniziato a scrivere 
In sostanza il SiciLinuX è un gruppo di ragazzi siciliani, ( questo non prelude che possano far parte anche ragazzi di altre regioni, stati e pianeti :P) che, sapendo utilizzare Linux, si impegnano ad aiutare gli altri ad affrontare quei piccoli problemi che spesso, per chi è alle prime armi, risultano “enormi” e quindi potrebbero causare un’abbandono prematuro del nostro amato pinguino.
Al momento il nostro operato si svolge principalmente attraverso il blog (linux.billera.eu ) e tramite qualche forum, attraverso la pubblicazione di guide, di notizie e rispondendo ai vari quesiti degli utenti; tuttavia non ci tiriamo mai indietro se qualcuno ci chiede personalmente di aiutarlo.
In futuro spero di poter intensificare il nostro aiuto dal vivo, non tralasciando ovviamente quello via etere.
Io: cosa è BUC e perchè è nato? Nasce, come molti programmi, per esigenza di un programmatore?
Matteo: mi è capitato spesso di dover realizzare per alcuni utenti “novizi” dell’ambiente Linux una serie di script, in modo da facilitare e velocizzare alcune operazioni di routine.
Gli script, però, non erano una soluzione soddisfacente sotto diversi aspetti, in quanto per effettuare qualunque operazione che richiedesse una qualche forma
di input dall’utente si costringeva gli utenti ad interagire (spesso malvolentieri) con un terminale.
Realizzare una applicazione grafica ad hoc per ogni necessità inoltre non era una soluzione perchè richiedeva troppo tempo per essere realizzata adeguatamente.
Mi serviva, insomma, qualcosa che permettesse di realizzare applicazioni rapidamente, come con gli script, ma allo stesso modo interattive quanto un programma dotato di GUI.
Da queste necessità è nata la prima versione di BUC, la 0.1.
Dopo averla utilizzata con successo per risolvere una serie di problemi ho pensato che potesse far comodo anche ad altre persone, ed è stato proprio ponendo a vari blogger la domanda “ti servirebbe un programma così?” che ho conosciuto Valerio Billera: grazie a lui il programma ha raggiunto il suo stato attuale, sia come funzionalità (è stato il primo “beta tester” :D) che come popolarità (ovviamente BUC è appena uscito, quindi poco conosciuto, ma devo dire che l’impatto iniziale è stato più che positivo).
Io: com’è nato il Progetto BUC?
Valerio: Il Progetto BUC è nato un po’ per caso; girando per la rete, in cerca di qualcosa di interessante da leggere, mi sono imbattuto in un commento di Matteo scritto in un Blog, che spiegava ciò che aveva realizzato.
Subito ho capito le possibili applicazioni utili che potesse avere questo programma, e quindi mi sono immediatamente messo in contatto con lui.
Devo dire che sono stato fortunato, Matteo si è reso subito disponibile e ci siamo messi sotto a lavorare insieme al progetto.
Io: cosa ne pensate del software libero? Come lo considerate e lo vivete e cosa ne pensate del software proprietario?
Matteo: io non sono un fanatico del software libero, ne del software proprietario. Sono due mondi differenti, ciascuno con i propri pregi e difetti, e nessuno dei due rappresenta la soluzione definitiva per realizzare tutti i tipi di software. Il software libero “funziona” benissimo per sviluppare progetti diciamo di “pubblico interesse”, ed è utilissimo per impedire agli sviluppatori di “reinventare la ruota” ad ogni applicazione, dato che hanno la possibilità di leggere le soluzioni adottate da altri per risolvere gli stessi problemi… Però è anche vero che in certi ambienti più ristretti, dove magari l’azienda che ha il software più completo e potente è avvantaggiata rispetto alla concorrenza, uno sviluppatore di software libero non ci lavorerà mai, perchè rendere l’applicazione “libera” implica renderla disponibile anche per la concorrenza.
In sostanza, ben venga la diversità
Più scelta c’è, meglio è.
Valerio: utilizzo il Software Libero da anni e mi sono sempre trovato bene, questo non toglie che utilizzo talvolta anche del Software Proprietario senza problemi. Alla fine, come ha detto Matteo, sono due mondi differenti e quindi ognuno risponderà a determinate esigenze che l’altro non soddisfa.
Condanno, tuttavia, l’uso indiscriminato del Software Proprietario. Non capisco il perchè molte persone si ostinino ad utilizzare del Software a pagamento sfruttando crack e seriali ( quindi sostanzialmente commettendo un reato) quando esistono delle applicazioni parallele gratuite che svolgono la stessa funzione, a volte anche in modo migliore; ad esempio MS-Office e l’ OpenOffice.
Su questo punto vi invito a leggere la nostra iniziativa http://linux.billera.eu/?page_id=162.
Io: quanto è importante il software libero nelle aziende e nelle istituzioni? Cosa bisogna fare per spingere le aziende ad utilizzare Free software?
Matteo: sarebbe importantissimo utilizzare il più possibile il software libero, soprattutto nelle aziende pubbliche, perchè si innescherebbe un circolo vizioso: le istituzioni adottano software libero (e risparmiano) ==> l’interesse per il software libero aumenta ==> aumentano gli sviluppatori, e magari si concentrano solo sui software più utilizzati ==> quei software migliorano in qualità e funzionalità ==> la popolarità del software libero aumenterà, ed il ciclo ricomincia.
Il problema è che, al momento, per una azienda può essere antieconomico passare al software libero: nella maggior parte dei casi infatti è necessario pagare un consulente esterno che si occupi dell’installazione del software sui vari pc e soprattutto si occupi della formazione dei dipendenti, spesso abituati ad utilizzare da sempre la stessa piattaforma.
Per questo secondo me la soluzione “vincente” per il software libero dovrebbe essere quella di diventare sempre più semplice ed intuitivo! E’ purtroppo l’obiettivo più complesso da raggiungere, ma soprattutto negli ultimi anni sembra che come problematica sia stata recepita abbastanza bene dai vari sviluppatori: sono già stati raggiunti dei grandi risultati, ed il futuro sembra promettente
Valerio: anche se credo che sarebbe ottimo se aziende pubbliche e private utilizzassero Software Libero è difficile fare un discorso generale.
Bisogna tenere conto di molti fattori, tra i quali quello economico. E’ fondamentalmente errato dire che se si utilizza Software Libero si risparmia, bisogna tener conto sempre del costo e del tempo che si deve sostenere per formare i propri dipendenti all’utilizzo del nuovo parco software.
Tuttavia credo che per aziende in procinto di nascere la scelta del Software Libero sia una scelta vincente, questo perchè si ha solo un costo iniziale per la formazione dei propri dipendenti, che in futuro utilizzeranno e gestiranno il Software, che non necessiterà più di pagamenti per eventuali aggiornamenti.
Secondo me, comunque, il discorso più che per le aziende dovrebbe essere fatto per le scuole.
La maggior parte della gente utilizza da grande ciò che ha imparato ad usare sin da piccolo; se nelle scuole viene fatto adoperare sempre Windows è normale che una ipotetica persona, prima a casa e poi in un eventuale futuro lavoro, preferirà utilizzare Windows, sia perchè lo sa usare, sia perchè non ha ne tempo e talvolta voglia di reimparare tutto da zero.
Quindi progetti come Edubuntu secondo me sono fondamentali, si parte dalla base per poi arrivare alla vetta.
E’ sempre bene ricordare che i giovani d’oggi sono gli uomini del futuro e che se un ragazzo oggi impara, ed inizia ad amare il Software Libero un domani lo pretenderà, oltre che a casa, anche a lavoro, insomma è un circolo vizioso
Non posso che ringraziare Valerio e Matteo per il tempo che mi hanno dedicato e per avermi permesso di conoscere meglio loro e il loro importante progetto.
Una ulteriore chicca: la roadmap di BUC:
Le soprese non si limitano all’intervista, ma qui sotto vi riassumo la roadmap ufficiale di BUC, come mi è stata data dallo stesso Matteo:
BUC ROADMAP - Aspettando la 1.0…
Versione attuale: 0.3
Operazioni pianificate (parte SVILUPPO):
|
+->- Aggiunta del tag <file> per facilitare l’inserimento di percorsi
| \_ Aggiunta di un tag per dichiarare delle variabili globali
| \_ Possibilità di rendere modificabili da script le variabili globali e quelle memorizzate nelle textbox
| \_ Versione 0.4
|
+->- Rendere gli script non bloccanti (esecuzione in background con aggornamento in tempo reale del textlog
| \_ Aggiungere una serie di finestre di dialogo per la comunicazione di messaggi
| \_ Aggiungere una serie di finestre di dialogo per l’inserimento di input
| \_ Trasformare la textlog in un terminale vero e proprio (posticipabile)
| \_ Versione 0.5
|
+->- Rendere il layout un po’ più flessibile, consentendo l’affiancamento orizzontale dei controlli
| \_ Rendere la GUI “interattiva”, aggiornando il testo di ogni controllo dopo (o durante) l’esecuzione di uno script
| \_ Aggiungere una serie di attributi, per personalizzare la GUI
| \_ Rendere BUC skinnabile (posticipabile)
| \_ Versione 0.6
|
+->- Aggiunta del controllo <iconlist> (finestra di icone)
| \_ Trasformazione del programma da monolitico a modulare: la quantità di tag che BUC potrà comprendere sarà espandibile a piacimento
| \_ Versione 0.7
|
+->- [Non ancora pianificato] - Sorpresa 
\_ Versione 1.0
Operazioni non pianificate (ad implementazione casuale e non garantita all’interno della roadmap, sempre parte SVILUPPO)
- Gestione degli aggiornamenti “intelligente” ed integrata nell’applicazione
- Riscrittura del parser, dall’attuale pseudo-xml senza controllo di validità ad xml-strict
- Aggiunta di un simil Debugger, in grado di testare ogni singolo script durante lo sviluppo del codice
Operazioni pianificate (parte PUBLISHING, in ordine casuale)
- Pacchettizzazione in rpm, arch e deb (32/64 bit)
- Creazione di repository
- Traduzione del sito in Inglese
- Automatizzazione del sito in versione dinamica
- Dominio del mondo
Sono già attivo per completare l’ultimo punto della parte Publishing
Informatevi:
Valerio, nel suo blog, nonchè quello del SiciLinux, propone sempre nuove idee, guide ed approfondimenti sulle tematiche relative al software libero. Sempre più utili per chi vuole migrare da sistemi software proprietari a quelli liberi. Vi lascio appunto con la raccomandazione di visitare le sue pagine per nuovi spunti e idee.
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Mercoledì, Giugno 4th, 2008
Chi svolge la professione di Gnu/Linux Switcher nelle aziende, da oggi ha uno strumento in più per aiutare i propri clienti nella personalizzazione di tutti quei servizi e quelle operazioni più o meno complesse che vengono implementate tramite script bash: BUC.

Logo di BUC ( dal blog linux.billera.eu )
I creatori
L’idea nasce da Matteo Avalle e Valerio Billera, in collaborazione con il SiciLinux, per dare vita ad un software in grado di trasformare script bash più o meno complessi in vere e proprie applicazioni dotate di interfaccia grafica.

Interfaccia di uno script di conversione video ( dal blog linux.billera.eu )
BUC in sostanza è un interprete che legge un particolare tipo di fle XML ( con estensione .mc ). Tale file contiene appunto gli script che vogliamo dotare di interfaccia.
Alcune considerazioni da fare, utilità e limiti di BUC
Uno script, di per sè, non ha certo bisogno di un interfaccia grafica per funzionare. Soprattutto se l’utilizzatore è la medesima persona che lo ha creato. Accade però, in ambito aziendale, che sia impossibile formare un utente sull’utilizzo di uno script piuttosto complesso, con svariate opzioni da impartire a terminale, che si occupa di modificare un parametro vitale per il lavoro, oppure di trasferire dei file in rete. L’unica opzione è prevedere tutto il prevedibile e far lanciare lo script all’occorrenza. Senza possibilità di controllo e senza possibilità di risoluzione degli errori modificando le variabili, qualora se ne presentasse l’esigenza. In questo ambito BUC è fondamentale. Altro caso utile è quello dei tutorial, degli how-to o della serie di comandi predefinita per compiere una specifica operazione: pubblicare un software completo, da eseguire, è sicuramente più professionale in ambendue i casi.
Esempi concreti di sviluppo
Attualmente lavoro ad altro, ma per far capire la semplicità d’utilizzo di BUC vi rimando alla guida esempio di Valerio, esaustiva e chiara. Non dimenticate di leggere il manuale d’uso che contiene preziose informazioni per lo sviluppatore.
Roadmap, traduzioni e altre informazioni utili
Ho contattato personalmente gli sviluppatori, per saperne di più, ecco cosa ne è saltato fuori:
- La roadmap predefinita non è stabilita. Non si sa quando una versione 1.0 possa uscire, ma si sa che uscirà. Il problema è che il progetto non viene sviluppato a tempo pieno per mancanza di fondi, quindi non possiamo fare altro che affidarci alla generosità di chi scrive il codice. Se volete dare una mano siete ben accetti.
- Il sito internet è in via di sviluppo, pazientate un pò che in ogni caso le info necessarie sono tutte lì.
- Il software ha bisogno di essere tradotto, servono traduttori.
- BUC è sviluppato sulle librerie Qt4, è portabile ed è quindi possibile compilarlo su differenti sistemi operativi. In Windows non so quanto abbia senso, in quanto la bash non è implementata, ma appena ho un attimo lo testo sui miei Mac.
Se BUC vi piace e siete disposti a farlo crescere, vi consiglio di farvi sentire tramite la pagina contatti. Anche se non è possibile, al momento, stipendiare nessuno, tutto l’aiuto che darete sarà un contributo alla comunità del software libero, che gioverà sicuramente al vostro lavoro e alla vostra crescita professionale.
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Lunedì, Maggio 26th, 2008
Ringrazio naquah per la preziosa segnalazione. Dalla versione 3.1 anche safari entra di diritto a far parte dei browser “normali” con la possibilità di aprire i link in un nuovo pannello al posto che in una nuova finestra ( comportamento di default peraltro )

La caratteristica è nascosta e bisogna attivarla tramite terminale, digitando:
defaults write com.apple.Safari TargetedClicksCreateTabs -bool true
a questo punto riavviare il programma per usufruire di questo innovativo cambiamento. Ah, dimenticavo, se non vi piace come funziona il tutto e volete tornare a riempire la scrivania di stupide finestre basta riscivere il comando con “false” al posto di “true”.
OSX sempre più simile a Ubuntu e Ubuntu sempre più simile a OSX… ne vedremo delle belle 
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Domenica, Maggio 25th, 2008
Il gioiellino qui sotto è un notebook HP ZE4900. Un Pavilion. Fascia consumer. La più economica ( quattro anni fa circa 800,00 € ).
Lo utilizzo tuttora come seondo laptop per quando mi metto in giardino oppure ho bisogno di una macchina da battaglia per fare test di rete in giro. E’ predisposto con connettività wireless 802.11/g e masterizzatore DVD meno. Ha passato più tempo acceso che spento, è caduto un paio di volte in modo molto “brusco” ma non ha mai perso un colpo. Quello che si dice un affare. Anzi, il mio macbook, benchè più nuovo e veloce, risulta essere molto più delicato e soggetto a problemi di varia natura.
Purtroppo però,in un qualsiasi computer, ci sono delle componenti soggette ad usura, o che diventano obsolete con il passare del tempo. E’ il momento quindi di fare un upgrade hardware ad un costo nettamente inferiore a quello di una macchina nuova. Nello specifico, con meno di 200,00 € mi sono portato a casa un disco rigido nuovo da 120 Gb, due banchi di memoria da 512 Mb l’uno ( li montava in tutto in due banchi ), un masterizzatore DVD Dual Layer e una scheda Bluetooth interna per connettere i device esterni senza pendrive usb vari da collegare all’occorrenza. Il sistema operativo installato è Ubuntu Gnu/Linux 8.04 LTS. E tutto funziona alla perfezione, dalla sospensione alle periferiche.
Ho voluto far capire che è possibile recuperare hardware in via di decadimento con poca spesa ed evitando di inquinare per almeno un altro paio d’anni o più. Valutate bene quando e come dovete sostituire il vostro hardware 
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Domenica, Maggio 25th, 2008
Scrivere un documento, aprirlo correttamente e interamente su tutti i sistemi operativi, con software libero e proprietario. Un’utopia che presto diverrà realtà. Non è troppo tardi e il mercato lo richiede.

photo credit: Nils Geylen
Vi farà piacere sapere che le intenzioni sono serie e che proposte come questa danno ai miei clienti un motivo in più per passare al software libero senza autoescludersi dal resto del mondo.
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Giovedì, Aprile 17th, 2008
Condensare tutti i miei dati in un posto unico, accessibile da ovunque nel globo, è diventata una esigenza. Per implementare alcuni servizi gratuiti quali WebMail, WebProxy, DNS, Web server e altro è poi necessario affidarsi ad una Server che funzioni senza intoppi. E per questo che ho scelto X1.

Ok, non nego che la scelta è stata di parte, in quanto ho contribuito a creare questo gioiellino
In ogni caso non ho mantenuto la distribuzione installata originariamente: CentOS. Pur reputandola ottima, infatti, lavoro con Ubuntu Server 6.06/2 LTS e non ho intenzione di cambiare, almeno fino all’uscita della nuova versione LTS.
Cosa fa il server per me:
Innanzitutto mi eroga alcuni servizi, tra i quali:
- Web Server
- SSH Server ( trasferimento file e amministrazione remota )
- Mail-Server + WebMail ( in quanto Gmail non mi offre più garanzie )
- DNS per i vari domini che ospiterò
- WebProxy server, per navigare quando mi trovo fuori su linee “chiuse”.
Altre esigenze non ne ho al momento ( anche se non disdegno un bello Switch KVM over IP ) ma X1 sarà la piattaforma per lo sviluppo di una serie di servizi interattivi basati sul web.
Ovviamente la macchina in questione è collegata ad una linea da 20 Megabit, tanto per garantirmi quel minimo di velocità anche in presenza di connessioni multiple.
Per il momento è tutto ma, siccome sono collaborativo, posterò una guida a puntate, approfondita, che spieghi per bene come configurare il sistema e i servizi annessi, sperando di poter toccare anche argomeni quali: hot backup, replicazione MySQL, load balancing tra più server web, virtualizzazione e clustering.
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Lunedì, Marzo 31st, 2008
Puntualmente, quando decido di andare ad aprire il negozio della mia ragazza la Domenica mattina, portando con me il mio fido MacBook ad accompagnare le prime ore di solitudine ( è un’edicola e dalle sei alle otto passa davvero poca gente ) qualcuno, durante la giornata, si appassiona al “coso”, e inizia a fare un sacco di domande ( che vi risparmio, per ora ). Il bello arriva quando l’utonto o appassionato melofilo che sia, scopre che sul laptop in questione gira una distribuzione Gnu/Linux.

La sorpresa e le domande a questo punto diventano opprimenti e, mio malgrado, mi vedo costretto a rispondere e a “catechizzare” il curiosone di turno, come da buon membro LUG .
Quello che viene a chiedere informazioni
Per questo esiste il LUG, e l’apposito forum, ma dato che ormai sembro essere divenuto l’autorita competente di zona, mi ritrovo chi vuole unicamente chiedere informazioni riguardo “IL PROGRAMMA LINUCS”; e lì incomincio, non mi trattengo mai ( sottile vena di autocompiacimento nello spiegare a questi winzozziani come stanno le cose ).
Questa Domenica entra con fare sospetto e schivo, un rozzo figuro, basso e con una barba assurda, domandando: “SETTUTEQUELKESADILINUCS?” Io, da buon veneto, capisco il gradese e gli rispondo con la mia solita cortesia:”CERTO, come posso aiutarla?” E lui:” dunque, vediamo un pò, un conoscente di un mio amico… deve installare LINUCS e non sa come fare, ha provato a inserire il CIDDI ma non trova il setup!!!” Io:” ma lei ha parlato con questo tizio?” Lui:”no ma mi è stato spiegato tutto molto chiaramente” Alchè penso ( e non ci vuole poi molto ) è lui che deve installare. Ma continuo la parte:”allora, bisogna fare il boot e non installare da winzozz bla, bla, bla.. e poi fare quella cosa con il disco tipo quando taglio a fatte la torta bla, bla, bla…” Ok, sembra tutto a posto e il tipo se ne và contento. Nel frattempo arriva la mia ragazza a darmi il cambio e io me ne vado a casetta a dormire. Mi sarei aspettato, al mio risveglio, di sentire che un tizio è arrivato in negozio furibondo perchè aveva appena perso TUTTI i dati che aveva ( ho omesso di dire che doveva fare un backup ) ma così non e stato. Forse questa volta ha funzionato. In ogni caso il consiglio che gli ho dato è: “iscriviti al formu del LUG e domanda lì per qualsiasi problema” In ogni caso attendo fiducioso la prossima Domenica mattina, per la mia solita serie di consulenze.
Ciao ciao
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