Cambio Tema?

23 Settembre 2008

2001: A Space Ipodyssey
Creative Commons License photo credit: LeoLondon

Per un pò di tempo cambio tema: è più adatto alla visualizzazione da parte del mio iphone ( anche se il vecchio veniva comunque visualizzato decentemente ). Inoltre questo layout richiede meno manutenzione, ha meno bug ed è ampiamente testato.

Ma veniamo alla lista degli ultimi impegni ( ovvero quello che mi tiene ultra-impegnato in questo periodo ):

  • Creazione di web application per iPhone ( nello specifico per il controllo remoto dei server ), un misto di Ajax, php e altre cosucce carine.
  • Sviluppo di una distribuzione Gnu/(Linux?) per la gestione semplificata dei server ( e il controllo remoto tramite web application ).
  • Creazione di un piccolo pacchetto dei due elementi sopracitati e relativa vendita + contratto assistenza ( è una cosa che mi chiedono in molti ed offre parecchi vantaggi, sopratutto economici ).

A breve illustrerò quali sono le metodologie di sviluppo delle web applicatione per iPhone e perchè in talune situazioni conviene usare Eclipse e non Dashcode.

Per ora mandi ;)



gnome?
Creative Commons License photo credit: Br3nda

Mark Shuttleworth, fondatore di Ubuntu e Canonical, ha recentemente tenuto il suo keynote ad OSCON.

Tra le varie cose già citate nei blog di mezzo mondo ( look&feel meglio di OSX, qualità ecc. ), si parla anche di due cose molto importanti:

  1. Launchpad, la piattaforma per la gestione dello sviluppo utilizzata da Canonical, verrà rilasciata al pubblico entro pochi mesi
  2. Come finanziare Ubuntu

Per quanto riguarda il primo punto: era ora! Per l’economia della distribuzione invece, è tutta un altra questione: risulta evidente, infatti, che il supporto costante di Canonical e quello discontinuo di altri grossi vendor e le donazioni degli utenti non bastano affatto a sostenere i costi di sviluppo. O meglio, bastano, ma la distribuzione non si sostenta da sè, come dovrebbe fare.

La soluzione, ribadisce Mark, non può essere fornita dall’advertising e, d’altronde, non è possibile far pagare la distribuzione ( ricordate il contratto sociale? ). Ma allora? Purtroppo su questo argomento il fondatore di Ubuntu si è tenuto vago, anche se emergono alcune soluzioni interessanti dai vari blog e dai vari commenti che ne parlano, vi illustro le migliori:

  • Servizi on-line di archiviazione dei documenti
  • Pre-installazione o modifica della distribuzione per essere venduta su PC nuovi, quindi anche eventuali contratti di assistenza
  • Vendita contratti di assistenza presso grossi enti ecc.
  • Vendita di hardware brandizzato
  • Varie ed eventuali poco realizzabili

Purtroppo non è facile “vendere” un prodotto che ha standard qualitativi ottimi rispetto alle altre distribuzioni, ma non è certo al livello dei sistemi proprietari lato desktop.

Io propongo la mia: stabilizziamo ulteriormente il codice di Ubuntu server e cominciamo a vendere, assieme ai maggiori produttori hardware, contratti di assistenza per la preinstallazione. Un prodotto out-of-the-box in quest’ambito è più ricercato che in ambito desktop.

Al solito, chi vivrà vedrà, ma mi aspetto grosse sorprese con la prossima Ubuntu!!!



The worlds network
Creative Commons License photo credit: saschaaa

La realizzazione di una intranet non è affatto un operazione semplice. Essa richiede competenze specifiche e in vari ambiti, che difficilmente possono essere soddisfatte da un unica persona.

Il mio lavoro principale consiste nel concepire l’infrastruttura logica di funzionamento di una rete locale, tralasciando gli aspetti ipertecnici, che vanno delegati a degli operatori specializzati nei vari settori ( cablaggio, software, server, database, sicurezza ecc. ); definire assieme al cliente le necessità e i servizi, la locazione delle macchine, il tipo di dati da trattare, i sistemi di help desk, backup, monitoring e quant’altro serva ad una corretta creazione e gestione di una rete interna che funzioni.

Troppo spesso, in troppe aziende, ho dovuto fare i conti con infrastrutture informatiche e di rete mal progettate, scarsamente o addirittura non documentate. Il mio intento è esporre sinteticamente i principali passi che seguo, da quando entro nella sede del cliente a quando rilascio il “prodotto” ( si perchè considero il lavoro finito un prodotto a tutti gli effetti, numeri di versione compresi).

Innanzitutto va fatta una piccola premessa: subito non funziona MAI tutto. Un periodo di assestamento prima di aver rilasciato la versione definitiva va assolutamente messo in conto. Spesso si tratta di un paio di mesi, in modo tale da aver messo la rete a regime e al massimo delle potenzialità. Per quanto riguarda l’analisi e l’implementazione pura qui descrivo i passi da eseguire:

  1. Analisi ( definizione delle utenze, dei servizi da implementare, dei software utilizzati dagli utenti e delle esigenze di affidabilità )
  2. Pianificazione iniziale: ( struttura topologica, collegamenti, classi ed indirizzi )
  3. Allocazione risorse ( distribuzione computer, apparati di rete, banda )
  4. Messa in opera ( montaggio e configurazione )
  5. Gestione delle utenze ( formazione, asset managament, gestione permessi )
  6. Gestione sicurezza ( firewall, policy, chiavi, IDS, backup )
  7. Gestione dei guasti ( monitoring, reporting e ricambi )
  8. Misura dei livelli di servizio ( o delle performance )
  9. Manutenzione ordinaria ( controllo fisico sul posto )

Come potete vedere si tratta di step logici abbastanza scontati, ma egualmente importanti. I primi due vanno dettagliatamente documentati in fase di preventivo e gli altri a mezzo di schemi e fotografie in fase di realizzazione.

Mi auguro di aver illustrato a grandi linee quale sia la pratica migliore quando si deve progettare questo tipo di intervento. Nei prossimi post cercherò di illustrare come comportarsi in caso di eventi anomali, guasti non previsti, manutenzione ordinaria e comunque interventi presso la sede.